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Iniezioni di fiducia. Per una volta versi che non sono tristi

Carlo Rossi attinge al quotidiano ma con una visione in profondità

Tratto da L'Arena del 1/06/2015
Articolo di Franco Bottacini

È una iniezione di fiducia la lettura di Basilico verde (edizioni Narrativa e Poesia di Alessandro Cocco, Roma, 14 euro), raccolta di poesie di Carlo Rossi, cinquantenne affermato funzionario di una importante banca, da sempre cultore della poesia, orgoglioso delle sue radici gardesane di Castelnuovo. I VERSI di Carlo Rossi sono pervasi di levità e al tempo stesso di temperamento, di semplicità e folgorazioni; le sue liriche attingono a parole quotidiane, autentiche e levigate dall'uso come le parole delle preghiere, piane e mai banali, contestualizzate sia negli esili momenti di vita ordinaria che nelle grandi visioni dell'anima e nella religiosa esplorazione delle eterne inquietudine dell'uomo. Parlano soprattutto di amore, amore per la donna della sua seconda vita, amore per la figlia, dichiarazioni di affetto per i genitori, passione per il suo paese, per il lago. Suggeriscono rimandi alla lontana Argentina, Paese della moglie Alejandra, che accompagna le poesie di Carlo con dolcissime foto bianco/nero degli amati luoghi gardesani. Carlo Rossi trasporta il lettore da un piano all'altro di pensiero con scarti improvvisi ma dolci: 

«Nell'eremo/ del cuore/ritrovo emozioni/colori di una tela/ che traccia una vita».

POI TROVIAMO brani di ricordi, come nella poesia in A Dino Montini: «Io non dimentico quando/ bambino/ mi portavi sulle tue spalle, a passo /nel Benace marino. Sempre questo tuo sguardo/ ricolmo di pace e d'azzurro/abbraccerà la mia fatica di uomo».

Con candore quasi adolescenziale nel dichiarare il proprio amore per la moglie, come in Basilico verde (la lirica che dà il titolo alla raccolta):

«Io indosso un vestito nuovo/ il tuo amore./Profuma come il basilico verde/ appena colto/ del nostro orto/ solare».

Lo stesso generoso trasporto che incontriamo in alcuni versi per la madre (L'infinito,una delle poesie più riuscite contenute nella raccolta): «Quando esploro l'infinito/ ti prego di sospendere il giudizio/ anche se le mia anima piange/ il ricordo di mia madre./ Il mio nome è Carlo./ Non ho compilato un diario interiore».

Devozione per la madre che tocca elevati valori lirici in Dialogo immaginario:

«Erano parole d'affetto/ che ti dovevo da tempo».

LE SCANSIONI BREVI di Rossi sono ognuna un sipario che si apre sul suo vissuto; mostrano, senza pudore di ostentare, la rassicurante pienezza sentimentale del suo presente che gli permette di guardare il domani con ottimismo, fiducioso che la vita gli riserverà palpiti in grado di sintonizzare ancora il segno della sua scrittura sui righi della poesia.

La raccolta Basilico verde è armonica, segnata da toni vividi e decisi o talvolta fascinosamente trasparenti che introducono asub-visioni, retro-letture, come se si vedessero passare figure dietro una vetrata policroma. Sono versi a tratti malinconici ma il più delle volte propositivi, positivi.

Nella prefazione, lo stesso autore traccia una sorta di manifesto della sua poetica: «Basta con i poeti pessimisti e introflessi. Il poeta ha un importante compito, quello di ravvivare la speranza. Far crescere la speranza nell'oggi, spesso senza luce, deve essere anche uno dei contributi dei nuovi poeti  del terzo millennio».

Già. Chi ha detto che il poeta debba essere triste, macerato, smunto?

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