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Non siamo soli nell'universo, il nuovo libro di Vincenzo Filippelli

...questo, il titolo del secondo romanzo di Vincenzo Filippelli, autore Calabrese, dalla particolare e "squisita" sensibilità!

Articolo:

Capita, nella vita, di fare incontri particolari, importanti, unici che, in qualche modo, ti cambiano la vita, ti fanno comprendere quali siano i veri valori e le cose davvero importanti dell’esistenza! È accaduto a me, conoscendo Vincenzo Filippelli, un uomo che, attraverso la sua forza, la sua saggezza, e la grande volontà mi ha “svelato” tutto un mondo… il suo mondo, anche un po’ sconosciuto, e messo chiaramente in luce che in fondo la vita è bella e merita di essere vissuta sempre e comunque! La cosa che colpisce vedendo questo grande uomo è il suo coraggio! La sua è stata un’esperienza terribile che ha ben illustrato nel suo romanzo precedente “Su Facebook ho chiesto l’amicizia a Dio” e di come gli errori sanitari possano mutare il corso degli eventi! Vincenzo ha avuto la forza di risalire, di non mollare mai, di non perdere la speranza e la fede! Soprattutto la fede! Da fervido cattolico ha dimostrato come una grande spiritualità possa essere l’unico grande mezzo per una ripresa totale, se non di una parte del corpo, di certo dell’anima! E di lui possiamo dire che HA VINTO!!! Tutte le sue battaglie! Ora, tornato più grintoso di prima, ha scritto il suo secondo romanzo “Non siamo soli nell’Universo”. Il titolo potrebbe far pensare ad un testo scientifico o di astronomia. In realtà è tutto molto semplice: è più la condizione di colui, che non potendo più utilizzare le proprie gambe, volge lo sguardo al cielo, nell’immensità di questa volta azzurra, con le sue stelle, le galassie, la luna, il sole… una sorta di catarsi! In fondo quando si volge il naso all’insù, lo stare in piedi o meno, passa in secondo luogo! Per uno come Vincenzo è come sentirsi un pochino più vicino al creatore, “sentirne” quasi l’ influsso benefico che, SOLO CHI CREDE, può percepire e beneficiarne! E poco importa se un giorno si venga presi dallo sconforto, o si pianga, o si rida, o si sia felici… davanti a Dio siamo tutti sue creature! Ci si eleva! Questo, in fondo, è il messaggio che vuole darci Vincenzo, ed io non finirò mai di stimarlo per questo suo grande spirito, il suo altruismo ed il coraggio che sa infondere a tutti coloro che hanno la fortuna di stargli accanto, od averlo conosciuto anche marginalmente!

Il romanzo sarà presentato il 6 Agosto p.v. alle ore 21.00 sul Lungomare di Mirto presso il Bagdad cafè, a Crosia in provincia di Cosenza, e sono sicura che sarà una serata gremita di persone!

"Innanzitutto auguri per quest’ultima “fatica” !"

"Grazie per gli auguri. La tua intervista, la volta scorsa, è stata foriera di soddisfazioni e di successo inaspettato. Non avrei mai pensato di raggiungere tanti lettori con una storia crudele, in parte autobiografica ed in parte frutto della mia fantasia. Una storia che ha commoso ma ha saputo ridare forza a chi aveva smesso di credere che farcela è possibile, ed io, di questo, ne vado fiero. Sono stato premiato dall’Associazione Calabria in the World con sede a Roma e diretta dal Prof. De Luca e dall’Avv. Cittadino.”

"Ed ora, eccoci quì, Vincenzo! È proprio il caso di dire “dove eravamo rimasti”?”

"Eravamo rimasti all’augurio formulatomi di leggere quanto prima un nuovo romanzo. È vero che ho impiegato del tempo a ripresentarmi ai miei amici lettori, ma ciò è dovuto, principalmente, al fatto che molte volte non si trova la Casa Editrice in cui uno si trovi a suo agio. Le Case Editrici sono associazioni che troppo spesso speculano sui giovani e meno giovani chiedendo cifre esorbitanti per la pubblicazione di un loro romanzo. Non vi sono Editori che puntano al giovane talentuoso, ci sono editori che vogliono pubblicare il nome più che la storia e non parliamo delle Case Editrici dominanti.”

"Dopo il tuo “Su Facebook ho chiesto l’amicizia a Dio” cosa hai fatto?”

"Per un paio di anni ho fatto tante presentazioni del libro presso Associazioni e Pro-loco, Parrocchie e scuole. Poi tutto sembrava entrato in stand-by: un nuovo libro? Troppi temi affollavano la mia mente! Ecco che arriva la richiesta del mio Parroco don Giuseppe Grilletta, di scrivere delle canzoni per un recital su San Francesco: a chi ama Dio tutto è possibile. Ho scritto tre canzoni che a parere degli altri sono state ritenute belle: “il frate Paolano” -“San Francesco di Paola”- “Non andare dal re francese”. Quest’ultima è in perfetto stile cantastorie come testo e con una impostazione ritmomelodica alla Celentano. Successivamente ho ripreso a lavorare al libro di prossima uscita “Non siamo soli nell’Universo”. Il giornalista Dott. Antonio Iapichino mi ha invitato alla rassegna di  sensibilizzazione e formazione alla lettura “IL LIBRO… MIO AMICO”. Una intuizione fantastica che ha avvicinato tantissimi ragazzi alla lettura di libri e non solo di testi scolastici.”

"La gente come ti ha percepito?”

"La percezione della gente nei confronti di chi vive una situazione di disabilità è sempre, o quasi, di celata commiserazione, anche se si sforza di mostrarsi cortese ed affabile, negli occhi gli leggi che hanno scritto il termine “poverino”. Ho detto e ripetuto: la disabilità non è un mondo a parte ma una parte del mondo. La poetessa Anna Lauria in un’intervista su tele A57, rete televisiva locale, mi ha definito diversamente amabile al posto di diversamente abile, che è un termine odioso.”

"Ora, un nuovo libro “Non siamo soli nell’Universo”…

"Sì, ora c’è questo nuovo libro di cui sono entusiasta! Ho trovato gusto a rileggerlo anche se per motivi di editing. È un libro che fa pensare, pagina dopo pagina, al cammino verso il cielo stellato, ove si arriva facilmente con la fede ma con notevoli difficoltà attraverso la scienza. Traccia delle linee maestre che, costantemente, richiamano all’interiorità, alla riflessione e alla ricerca di ciò che conta per il benessere dell’individuo. Il romanzo coinvolge il lettore sia razionalmente sia emotivamente, è un vulcano in eruzione fra sogni e realtà, fra fede e scienza. Il libro è anche uno spaccato sull’imprevedibilità della vita, da scoprire e decodificare, un ricercatore del Cern, il Professor Roberto Antinori, ateo, si converte alla fede in Dio ed è l’emblema che, anche chi cerca felicità lungo la via della scienza, può trovare Dio che è amore. Olga con la sua lussuriosa sensualità, è personaggio che sconvolge il lettore, ma, essa stessa è straziata da problemi di femminilità. Il segreto della vita è già scritto dentro ognuno di noi, perché il segreto è nella vita stessa, nel modo di leggerla, di affrontarla, di viverla, di dare risposte ai suoi interrogativi: Dio c’è? Siamo o non siamo soli nell’Universo? Perché non sono felice? Cos’è l’anima? La ricerca alla scoperta di altri mondi, popolati da esseri viventi come noi umani e terrestri, diventa ricerca di verità e di fede.  Fra le altre cose, azzardo una teoria che definirei puramente e semplicemente fantasiosa e cioè che i sogni sono generati dall’anima e non rappresentano un semplice vagare nelle tenebre, di un inconscio sconosciuto e, mai definito in maniera univoca.”

"Verrà presentato? E se sì, dove?”

"La prima del libro avrà luogo sul Lungomare di Mirto il 6 Agosto 2015 alle ore 21.00 presso il Bagdad cafè. Saranno presenti l’Avvocato Ettore Zagarese, amico da una vita, don Giuseppe Ruffo, il mio padre spirituale, la professoressa Carmela Arcidiacone, pittrice, che è l’autrice del dipinto riportato in copertina, l’Avvocato Graziella Guido, assessore alla cultura, il Giudice dr. Guglielmo Labonia e la professoressa Rachele Donnici. L’evento sarà coordinato da Francesco Ratti detto Ciccio, anche lui scrittore ed autore della prefazione.”

"Come ci si sente ad essere in un certo senso non “omologato” agli standard della massa?”

"È una vera tragedia che tutti parlino allo stesso modo, tutti si vestano allo stesso modo, tutti dicano sempre le solite sciocchezze, cioè hanno un cervello in comune. Io odio queste persone e cerco in ogni modo di non assomigliare loro. I social network sono diventati la vetrina dove affermare la propria personalità o semplicemente farsi notare. Molti dichiarano che facebook “è fondamentale per tenersi in contatto con gli amici” ma ha anche un aspetto negativo. Molto spesso i giovani tendono a manifestare ciò che in realtà non sono. Purtroppo facebook&Co. stanno prendendo il posto della realtà, la gente non sa più relazionarsi e si nasconde dietro un “mi piace” e commenti. Di questo parlo anche nel mio nuovo libro.”

"Cosa ti hanno insegnato le tue esperienze, talvolta anche dolorose?”

"Spesso le esperienze dolorose ci portano ad essere più fedeli a noi stessi, a credere di più nelle nostre potenzialità ad affidarci alla forza che c’è in noi. Di questo ho parlato lungamente nel precedente libro “Su Facebook ho chiesto l’amicizia a Dio”. Ho imparato principalmente, che bisogna non mollare mai. Noi cristiani siamo grandemente benedetti perché sappiamo che è tutto sotto il controllo di Dio, ed Egli porterà a chiunque ha fede in Lui la forza dell’accettazione. Anche quando il male decide di provarci, mandandoci addosso delle sofferenze tra capo e collo per metterci a dura prova; col sostegno di Dio che ci regge e governa possiamo guardare in faccia la sofferenza e sconfiggerla.”

"Cos’è credere per te?”

"La fede è un uccellino che vola, è un bambino che piange, è una mamma che prega e si dispera, è uno sguardo che ti attraversa senza ferirti, è la libertà di credere nell’amicizia e nell’amore. Credete forse che sia ingenuità, abdicazione della ragione o una specie di salto nel vuoto con gli occhi chiusi? Oppure una stampella sulla quale ci si poggia quando si fa fatica ad andare avanti?  O forse un tranquillante, un genere di droga che ci fa da schermo contro la paura della morte? La fede è Dio, la fede sono io che prego, che soffro, che piango, che aspetto che qualcuno mi dia una mano per salire un gradino , per scendere le scale, per raggiungere quei traguardi che sono accessibili ad ogni uomo. La fede è fiducia assoluta nel figlio di Dio.”

"Vorresti aggiungere altro?”

"Di poter essere intervistato da te dopo la presentazione del libro e dopo i primi commenti che la stampa locale e i lettori faranno. Tutto ciò mi crea una sorta di panico atipico, fatto di attesa, di voglia di conoscere, di riuscire a vincere le incertezze e le titubanze che sono proprie di ogni notte prima degli esami.”

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