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INTERVISTA A MARTA TROPEANO

Ciao Marta, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
 
Grazie per l’ospitalità nel tuo Blog, è un piacere per me! 
I bambini mi chiamano "maestra delle emozioni", perché al mio lavoro di insegnante di scuola primaria affianco la realizzazione di progetti didattici di educazione all'affettività. Creo percorsi psico-emozionali per bambini e bambine, sia a Parma dove vivo e lavoro che fuori zona, con l'obiettivo educativo di potenziare il linguaggio emotivo, attraverso la presa di coscienza delle nostre emozioni. Come avete capito mi occupo di educazione, sono una persona solare e molto empatica, prendo a cuore e con autenticità il mio lavoro che è diventato anche la mia passione. Adoro viaggiare, leggere e trovo fondamentale meravigliarmi e scoprire cose nuove! Ovviamente il viaggio più bello è la scrittura che rappresenta per me la mediazione con il mondo esterno. Il linguaggio della favola, della poesia mi aiutano a costruire la mia identità.
 
La laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, la frequentazione di seminari, corsi di formazione e master, e la specializzazione come Progettista Educativo e Scolastico. Dove trovi il tempo per scrivere e qual è stato l’input che ti ha fatto impugnare carta e penna?
 
Scrivo da sempre, o meglio dall’adolescenza. Ho molti diari che sono diventati “ricordi d’infanzia” a cui confidavo le mie emozioni, le mie paure. Questo mi è servito come pratica di auto-narrazione! Certo adesso con i ritmi frenetici il tempo è limitato, ma devo essere sincera cerco sempre di proteggere il tempo dell’ascolto del mio cuore, così poi da trasformarlo in fantasia e in scrittura. Penso sia fondamentale dare spazio durante la giornata ad un momento tutto per sé, io lo faccio staccando da tutto e tutti e lasciandomi trasportare sulle “ali della fantasia”, da qui sono nati anche i personaggi delle mie favole! Quando scrivo mi trasformo, ho scritto a tal proposito una poesia che ho dedicato alla scrittura, affido a lei la mia risposta e spero di far cosa gradita: 
 
[...] Viaggio
Quando viaggio con la testa
tutto ha un'altra dimensione
io stessa mi trasformo
e divento la penna che scrive
il foglio che si riempie,
la fantasia che mi domina.
Divento più leggera e questo mi calma
come se dentro di me
la tempesta che mi dominava si trasformasse in arcobaleno!
 
Sei anche promotrice del Caffè Pedagogico a Parma e membro-guida di LIA (Leggere Insieme Ancora). Di cosa si occupano?
 
Sono contenta di poter spiegare queste due realtà educative, il Caffè Pedagogico è un ideazione di Fabio Olivieri - Pedagogista, che ha creato questa realtà pedagogica che da gruppo virtuale è diventato reale. I Caffè Pedagogici sono dei gruppi informali di educatori, pedagogisti, insegnanti, genitori. Uno spazio aperto, libero, laico e democratico dove si può creare una condivisione e una progettazione educativa sui temi che riguardano le nostre professioni. Rimettere al centro la cultura pedagogica come essenza che educa alla vita! Io sono stata promotrice a Parma di tre incontri, un caleidoscopio di professionalità educative a confronto. Sono reduce da poco dal Caffè Pedagogico Nazionale tenutosi a Fara Sabina - Roma, ho avuto la possibilità di conoscere tante realtà educative, e abbiamo progettato (siamo in fase di realizzazione) “La primavera pedagogica” un evento che coinvolgerà le scuole per sensibilizzare e rimettere al centro la cultura educativa.  
Sono anche contenta di poter parlare di LIA (Leggere insieme ancora) è un’associazione di promozione della lettura ad alta voce, è un gruppo per adulti (genitori, insegnanti, appassionati) che amano la letteratura per l’infanzia. In questo gruppo si parla di libri per bambini e adolescenti dai 0 ai 18 anni. Lo scopo fondamentale del gruppo è creare dei gruppi di lettura per adulti. Gruppi reali che si incontrano fisicamente una volta al mese seguendo un tema comune. Io insieme ad una maestra abbiamo dato vita a LIA- Parma, questo mese c’è un tema per l’incontro per me bellissimo: la lentezza!
 
Hai realizzato vari progetti educativi nelle scuole che ti hanno, poi, portato a iniziare a scrivere per i bambini. Parlacene.
 
Come insegnate e come pedagogista trovo fondamentale utilizzare la favola come uno strumento didattico, capace di potenziare i linguaggi espressivi dei bambini come quello corporeo, sonoro e dell’immaginario. Ho iniziato con dei progetti incentrati sulla Didattica delle Emozioni, attraverso dei percorsi come “I colori delle emozioni”, mi sono anche inventata dei giochi pedagogici per potenziare l’auto-consapevolezza emozionale come ad esempio “L’appello Emotivo” con le faccine emotive, un appello alternativo fatto di “come stai oggi?” e non di assenze-presenze. Se oggi sto bene lancio lo smile giallo della felicità e lo condivido con i miei compagni-e che oggi sono felici come me! Sono tante le attività che propongo in classe, penso che fondamentale sia riuscire a creare un clima di condivisione, partecipazione e non di competizione tutto questo con due ingredienti segreti: Ascolto Attivo e Didattica del Sorriso:) Infine in classe non deve mai mancare il Pannello Emotivo per riconoscere le nostre emozioni e poterci rispecchiare nella diversità.
 
Nel Febbraio 2016 pubblichi la raccolta “Una carezza nell’anima”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?
 
All’interno troveranno una “guida emotiva” costituita da cinque favole, ognuna con una sua specificità e scritte con un linguaggio emotivo proprio per condurci alla scoperta delle emozioni che dipingono il nostro cuore. Ogni favola ha una sua sfumatura magica, ed affrontano tematiche delicate come l’importanza dei legami affettivi, l’amore e il rispetto per la natura, la bellezza della diversità interculturale. Il libro come anticipavo è composto da cinque favole con le relative schede didattiche che troverete alla fine di ogni favola: 

- Carta Bambina e L'Inchiostro Magico 
- MartUgo il ragnetto che tesse il tuo futuro 
- Sopra il cielo di Parigi 
- Nel Regno delle Principesse Maurine 
- Palloncina Rossana e L'Occhio Luce 

Le schede didattiche altro non sono che un rimando “giocoso” che le insegnanti, genitori ed educatori o per chi vuole intraprendere un percorso di “educazione emotiva” può utilizzare con l’obiettivo primario di sviluppare le potenzialità di ciascun bambino nella comunicazione, nell’apprendimento, nelle relazioni e nella socializzazione. 
 

Quali sono le tematiche affrontate?

Ci sono diversi personaggi che ci conducono in universi soffici, quasi impalpabili come ad esempio il Ragnetto MartUgo, un ragnetto un po’ magico e furbetto che tesse dei fili invisibili da cuore a cuore, tesse dei legami e va a costruire la Ragnatela delle Emozioni dove ognuno di noi può diventare protagonista e consapevole dei propri stati d’animo. Oppure possiamo incontrare Carta Bambina e l’Inchiostro Magico ed insieme a loro inizia un viaggio tra le culture arabe e cinese, una favola che nasconde un messaggio importante ossia l’importanza della diversità come portatrice di nuova conoscenza. Tematica delicata e profonda è affrontata con La Nuvola Bianca Tutù che ritroviamo nella favola “Sopra il cielo di Parigi” che è alla ricerca dei legami affettivi. Affronta la dinamica dell’abbandono delle figure genitoriali, che non ha età e dove siamo tutti coinvolti. C’è qui una Pedagogia della speranza, del voler continuare a desiderare nonostante ci sembri tutto perduto. Affido alle Sette Principesse Maurine un messaggio importante ossia la condivisione e il rispetto per la natura come bene comune. Un percorso attraverso le favole per rimettere al centro le potenzialità delle emozioni, dare un nome alle nostre emozioni, potenziare il linguaggio emotivo fin da piccoli ci aiuta ad avere un buon allenamento emotivo da grandi, tutto questo attraverso il gioco, la fantasia e la favola!


Quale messaggio vuoi trasmettere con questa raccolta?

Già dal titolo “Una carezza nell’Anima” si può delineare l’obiettivo pedagogico semplice ma profondo di un ritorno “all’umanità dei sentimenti”. Parole come carezze, per cogliere l’importanza dei sentimenti in una società piena di contraddizioni utilitaristiche dove conta ciò che si ha e non ciò che si è, quindi l’essere, “l’io emotivo” del bambino diventa il centro di questo libro dove i linguaggi espressivi valorizzano le capacità e le diversità di ciascuno. La scrittura delle favole utilizza volutamente un linguaggio emotivo, per accentuare l’importanza della sfera emotiva e per potenziare l’apprendimento. Le competenze affettive, empatiche e di rispecchiamento reciproco oggi sono determinanti fin dalla più tenera età, per creare un clima di condivisione in classe e non solo. La sfera emotiva è il nucleo e attraverso l’empatia, ossia la capacità di immedesimazione, ci permette di mediare ogni connessione con la realtà esterna. Da qui la necessità di creare non solo un’educazione emotiva mirata, ma una vera e propria Didattica delle Emozioni.

Sulla raccolta è stato dichiarato: “É un libro per attivisti della lettura”. Approfondiamo questa definizione!

“Una carezza nell’anima" è mosso da un obiettivo pedagogico, quello di educare il bambino riscoprendo le emozioni sopite dentro di noi. Non è il classico volume da regalare, leggere e poi accomodare su uno scaffale. E’ un libricino per attivisti della lettura, per tutti quei genitori e quegli insegnanti che vogliono condividere il piacere del racconto.[...] 

Queste bellissime parole sono tratte da una recensione che mi è stata fatta da Portale Bambini A cura di Matteo Princivalle e avevo piacere di condividere con voi. Secondo me dobbiamo imparare ad essere degli Adulti Emotivi, riscoprendo la bellezza delle emozioni, siamo spinti verso un sistema di competizione e di gara e spingiamo anche i nostri bambini a seguire modelli aridi e sterili. Sappiamo tutti che di solito il tempo da dedicare ai bambini senza calendarizzazione e programmazione sia per gli insegnanti a scuola che per i genitori a casa è troppo poco, ma siamo sicuri di non riuscire a trovare “uno spazio affettivo” da dedicare completamente a loro? Questo libro vuole essere quello “spazio affettivo” che faccia da ponte e non da semplice intrattenimento. Il mio invito è quindi di leggerlo, favola dopo favola ad alta voce, la voce umana favorisce la condivisione, fa crescere i bambini e ci fa ritornare bambini. Se un adulto legge un libro ad Alta Voce e quel libro gli piace contagerà di piacere il bambino. La lettura ad alta voce accende la fantasia, è luce per la nostra anima, perché potenzia la capacità dell’ascolto globale che comprende non solo il sentire che ci deriva dall’orecchio ma influisce sull’attenzione unitaria e penetra nel cuore delle emozioni. 

 

Hai altri progetti in cantiere?

Sì certo non mi fermo mai! Da poco ho avuto il piacere di presentare la raccolta di favole a Bologna presso la Libreria Trame. Piccole anticipazioni, sarò ospite alla Fiera del Bambino Naturale organizzata da Leone Verde Edizione a Pontedera il 4 e il 5 Dicembre con la presentazione del libro e un laboratorio di lettura ad alta voce con la “Favola che emoziona” per una genitorialità empatica e consapevole. 

Inoltre a Febbraio “Una Carezza nell’anima” sarà presente al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena il 17 e il 18 –Febbraio 2017. Sono molto contenta del viaggio che sta compiendo il libro è un messaggio di sensibilizzazione che sto portando avanti, per rimettere al centro le competenze empatiche ed emotive, oggi si parla di Didattica delle Competenze, e pensare che nel curricolo scolastico non rientrano e non sono previste le competenze emotive, questo per me è insopportabile. Perché oggi più che mai oltre le competenze cognitive c’è la necessita di una alfabetizzazione emotiva, per essere in sintonia con noi stessi, empatici e buoni decisori.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Grazie mille per l’ospitalità e ti vorrei lasciare con un estratto piccolo tratto dalla favola “MartUgo il ragnetto che tesse il tuo futuro": 

[...] Sei dentro la Spirale delle Emozioni, ognuno bambino mio, cerca la sua emozione che gli fa battere il cuore, per te sarà la Musica. Ognuno ha dentro di sé un legame invisibile, ma tanto forte, il primo legame è l'abbraccio della mamma. 

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