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Da impiegata vessata ad esperta di mobbing

fonte: http://www.laprovinciadisondrio.it


L’ex tecnico di Samolaco dopo aver vinto la causa contro l’amministrazione comunale ora tiene conferenze

Ha scritto un libro ed è pronta a raccontare la propria storia dal palco dei convegni del sindacato e delle associazioni che si occupano della condizione femminile sul luogo di lavoro.

Isabella Flores, l’ex tecnico comunale di Samolaco al centro di una lunga contrapposizione con l’amministrazione, conclusasi con la vittoria della causa di mobbing, sbarca in libreria e sale in cattedra per parlare di un argomento che, suo malgrado, conosce molto bene. Il primo incontro pubblico nel quale sarà chiamata a raccontare la propria vicenda è in programma per il 23 novembre a Roma in occasione di un’iniziativa dell’associazione Engim.

«La tragica e paradossale storia che ho vissuto ha ispirato il romanzo “Con Letizia” - racconta l’architetto che da alcuni anni lavora in un Comune della provincia di Verona -. Il mio libro narra l’esperienza di un tecnico comunale che viene preso di mira da un’amministrazione che si impegna alacremente a distruggergli la professionalità, l’immagine e la vita. Può essere paragonata a quella da me vissuta in Valchiavenna, che ha ispirato il racconto, pur essendo le circostanze, i luoghi, i protagonisti completamente diversi. Credo che la possibilità di illustrare queste vicende al pubblico sia molto importante sul piano culturale».

Ma la vicenda di Samolaco non è ancora del tutto conclusa. «Gli otto anni di inferno che ho vissuto durante la mia esperienza professionale in Valchiavenna non appartengono ancora al passato - spiega -. Otto anni passati nell’indigenza causata dai problemi avuti con la precedente amministrazione durante lo svolgimento del mio incarico a Samolaco, otto anni che niente e nessuno potrà mai risarcire. Nonostante la sentenza della Corte d’Appello di Milano in cui mi è stato riconosciuto il mobbing fosse immediatamente esecutiva, l’attuale amministrazione del Comune di Samolaco ha impiegato sei mesi a riconoscermi l’importo dei danni morali e materiali che ho subito in anni di iter processuale».

 
Ottantatremila euro, ai quali ne vanno aggiunti 2500 per coprire parte delle spese processuali, sono il costo di questa sentenza per il Comune dopo la notizia comunicata in primavera dalla Corte di appello sezione lavoro di Milano. Alla base di questa decisione ci sono i danni biologici temporanei e permanenti provocati dall’intera disputa. Il tutto in riforma della sentenza di primo grado del tribunale di Sondrio che, invece, aveva escluso tali danni.

«Soldi totalmente impiegati per pagare le spese legali di primo e secondo grado e a far fronte a parte dei debiti contratti per la grave situazione economica in cui mi sono trovata in questi anni solo ed esclusivamente per aver tutelato la legalità e la regolarità dell’azione amministrativa di un comune. Nei giorni scorsi il Comune di Samolaco ha ricorso in Cassazione. Sembra così voler procrastinare la condotta propria della precedente amministrazione. La realtà continua a superare la fantasia di scrittore». Il ricorso è stato definito dall’amministrazione un atto inevitabile e richiede lo stanziamento di oltre 11mila euro per nuove spese legali. 

 

 
 

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