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Illuminiamo i pollai – Le nuove sfide del benessere organizzativo e sociale

HR on line

n. 19 anno 2016

 

recensione a cura di Maurizio Quarta

In un contesto in cui la crisi economica in atto e prima ancora la crisi della finanza pubblica, rendono difficilmente sostenibili livelli adeguati sia di occupazione che di erogazione di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, il libro "Illuminiamo i pollai" fa emergere uno scenario in cui è necessario trovare forme diverse di aggregazioni e del vivere civile che stemperino le preoccupazioni per il futuro e la rabbia latente contro le Istituzioni e contro chi ha un diverso stile di vita.

Il volume prende spunto dalla considerazione che il disagio lavorativo è in continuo aumento nelle organizzazioni, ciò che porta spesso a facili colpevolizzazioni di manager, imprenditori e più in generale del capitalismo. 

Obiettivo del libro è dimostrare che l'incremento del fenomeno e dei conseguenti costi sociali è in gran parte frutto di un diffuso malessere generato non solo dal sistema azienda, ma anche dal contesto politico, economico e sociale in cui gli imprenditori sono costretti a fare impresa. 

Alla base sembra esserci una sorta di distorsione visiva alla quale contribuiscono in buona parte la cultura e soprattutto l'informazione, che troppo spesso, lasciando in ombra (e spesso al buio) i veri motivi della crisi e i veri motori del cambiamento e dello sviluppo economico e sociale, penalizzano esclusivamente l'uomo. 

Si è arrivati al paradosso che investire nel lavoro e nell'impresa non è più conveniente, tanto meno investire in ricerca. Gli attuali problemi richiedono pertanto uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti che caratterizzano l'attuale crisi mondiale e ci impongono di soffermarci a riflettere sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda le dimensioni umane e sociali. Ci troviamo, invece, a vivere in una società definita "impersonale", murati nella solitudine di rapporti aleatori, intermittenti, rapidi e di affetti offuscati dalla quotidianità che non riescono ad affrontare le questioni più profonde, come tanti "polli in batteria" che subiscono il loro stato senza la forza di coalizzarsi per uscire dall'oscuro abisso in cui sono precipitati e costretti a vivere.

Il testo stigmatizza i fattori che generano malessere nella società attuale a seguito dell'aumento delle disuguaglianze, della mancanza di lavoro, della riduzione delle sicurezze, dello strapotere di pochi ai danni dei molti, ma indica anche alcune proposte per porvi rimedio: vengono quindi analizzati gli strumenti in grado di rompere i modelli mentali attualmente imperanti, di contrastare lo spirito di sfiducia e di rinuncia, nonché di creare una tensione emotiva verso l'obiettivo comune della "crescita".

Il libro si rivolge in primo luogo alle aziende e alle parti sociali, ma anche agli educatori e tutti i cittadini che non vogliono arrendersi alla logica del "decadentismo" culturale, sociale e politico. Vuole essere una bussola per non perdersi nel rumore mediatico, per meglio orientare i nostri comportamenti, per ridare valore al lavoro, per non perdere la fiducia in un nuovo rinascimento non solo italiano ma anche europeo.

Ad essi offre una serie di spunti di riflessione:

  • alle aziende, chiamate in primis a gestire il disagio lavorativo nelle organizzazioni e a passare da un modello di massimo profitto ad uno di giusto profitto;
  • alle parti sociali, affinchè creino i presupposti per creare contesto contrattuale ed operativo favorevole alla diffusione e alla giusta incentivazione delle aziende socialmente responsabili;
  • agli educatori affinchè trasmettano alle nuove generazioni la centralità della persona e della comunità, partendo proprio dalle prime comunità: la famiglia e la scuola, e dalla riscoperta dei valori inseriti nella nostra costituzione.

In particolare, nella parte "Dall'impresa per il profitto all'impresa per l'occupazione", Maria Grazia De Angelis si concentra sugli squilibri generati dal progresso economico e sulle modalità di superamento.

"Dallo stress lavoro correlato allo sviluppo della qualità" a cura di Francisco Javier FizPèrez, analizza le cause di stress per valutarne l'impatto sulla salute organizzativa e sul clima di sicurezza e proporre una serie di azioni correttive.

Nella terza parte "Dal benessere organizzativo al Welfare aziendale", Oriana Ippoliti, avvia un confronto a livello internazionale tra Enti di Ricerca che hanno affrontato l'arduo compito di misurare il benessere organizzativo, sottolineando la stretta interazione con il benessere sociale..

Per finire, ne "Il Welfare aziendale e la cultura della sicurezza" Silvio Giovarruscio analizzale possibili azioni - inquadrabili nel concetto di WELFARE AZIENDALE - che mirano a creare e/o potenziare la cultura della sicurezza.

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